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Postato da: bloggulina - venerdì, 08 febbraio 2008 - 02:49
Sono le 3.22, di notte naturalmente, e la mia borsa nera a tracolla, puzza di zucchine e pomodori. So che una normale borsa di pelle finta-pelle, dovrebbe odorare di pelle finta-pelle, ma la mia borsa (più finta pelle che pelle) emana un profumino di Natura di prima mano. Nessun particolare deodorante made in china, nessun concentrato di verdura rovesciato accidentalmente nel mio borsone, e soprattutto, non mi sono fatta con nessuno stupefacente: gli ortaggi stavano lì, vivi e vegeti (più vegeti che vivi) a sfrugarsi l'un l'altro (pomodoro vs carota, carota vs zucchina, zucchina vs limone) nello scompartimento destro della mitica borsa a tracolla alle tre di notte, di questa notte. La soluzione? Semplice! Dovete sapere che io e Annalisa (la mia coinquilina preferita) insieme formiamo la incredibile coppia delle Accattone.
Le Accattone stasera, verso mezzanotte e mezza circa, decidono, così su due piedi, di andarsene a bere una bella  birrozza da Luciano a Ponte Milvio, dove tra l'altro ho visto quel bravo (bono) e bel ragazzo di Aldo Montano, dato che è proprietario di un locale lì vicino, il Met. Un'oretta dopo decisero di riprendere la strada del ritorno verso casa, la quale offrì loro: un portariviste e un portascarpe - il tutto ricavato da quegli stand che usano mettere fuori dalle edicole per inserti e broucheur tipo quelle della Tecnocasa &co. - Pizza rossa e pizzette regalate gentilmente dall'ormai nostro amico fornaio di fiducia, e infine.. quasi due chili tra verdura e frutta, offerta sempre GRATIS (ma con meno Amore dei) dal Mercato Rionale sotto casa, dove, da quanto abbiamo scoperto, verso le due di notte scaricano cassette piene di patate, pomodori, zucchine, cespi di insalate, melanzane, funghi eccetera eccetera, e le lasciano lì, fuori, in balia a delle accattone come noi, che naturalmente non ci siamo fatte scappare un'occasione del genere! Spiegato il mistero della Borsa odorante di minestrone Findus, posso anche lasciarvi la Buonanotte!
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Postato da: bloggulina - martedì, 29 gennaio 2008 - 21:08
ahhhhh blogghetto dolce blogghetto! E' bello respirare aria di casa, di tanto in tanto. Più che Bloggulina, sarebbe stato meglio Vagabondina, anzo no Vagabondulina, anzi no: Profuga. Comunque non disperate, se vi manco così tanto potete sempre guardarmi in tivvù, sìsì avete capito bene: proprio in tivvù. Nono non sono la nuova velina di Striscia la notizia, no neanche la postina di Maria de Filippi, e non sono andata a corteggiare nessuno a Uomini&Donne, tranquilli. Dovete sapere che da due mesetti a questa parte anche io ho un'occupazione (oltre a quella di Studentessa universitaria vita solitaria nella tua stenzetta umida), ovvero: fare il pubblico nelle trasmissioni televisive! A dire il vero c'era già stato un episodio solitario l'anno scorso, Vota Antonio, trasmissione sconosciuta, e infatti la mia carriera da pubblico televisivo lì nacque e lì morì. Quest'anno però c'è stata una resurrezione: prima con la Ruota della Fortuna, condotta da quel porco di Papi che durante le registrazioni non fa che cambiarsi frasetti a doppio senso con quell'altra porcona della Silvested che in tutti i mesi da quando sta qui in Italia ha imparato solo a dire "Mezza sega", "Ullallà!" e "Ohh a me piace molto dogghy-style" (con a seguito relativo mimo); mentre ora sto andando addirittura in onda in prima serata nel programma "I migliori anni", sabato sera alle 21.15 su Rai1...non mancate! (Ehi Conti, hai visto come sono brava, dai dai mettici una buona paolina, mi va bene anche fare la presentatrice!).
Poi, oltre al fatto che presto diventerò ricca, famosa, rifatta e single (ah no, quello lo sono già diventata, dimenticavo :p) la mia vita procede nel dormiveglia, dato che "puntuamente" ogni mattina, l'allarme-sveglia suona alle otto, io con molto savoirfaire lo rispengo e me ne rimango a sonnecchiare sino all'una.... E intanto.. Gli esami sono vicini e tu sei molto lontano dalla mia stanza, tuo padre sempre Dante e tuo fratello Ariosto, stasera solito posto....la luna sembra strana bla bla bla.
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Postato da: bloggulina - venerdì, 23 novembre 2007 - 22:22
C'è da dire che mi ritengo una persona fotogenica, ovvero otto-nove foto su dieci di me che mi vengon fatte, mi piacciono. Non capisco, però, perchè a questa alta percentuale fanno eccezione le fototessere. Dentro quelle macchinette-scatolette quadrate che si trovano nei posti più insperati (nei tunnel della metropolitana, alla stazione, l'ultima, sentite sentite, l'ho beccata in un supermercato; e con questo chiudo la parentesi) ci deve essere qualche sostanza a cui sono allergica, intollerante; oppure non so, sarà la luce al neon che mi fa pallida pallida, che fa lacrimare gli occhi, facendo esplodere le venuzze rossastre alla paperino, e che evidenzia il sorrisino alla ebete stampato forzatamente sulle labbra e mantenuto da un cheeeeese di supporto (morale). Fatto sta che vengo di...cacca. Fatto sta che per l'ennesima volta sono venuta di...cacca. Fatto sta che ho appena rinnovato la carta d'identità, e per altri cinque anni mi dovrò sopportare questa fotina di...cacca. Simulare un'immediato smarrimento-barra-scippo? sarebbe un'idea.
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Postato da: bloggulina - sabato, 17 novembre 2007 - 21:36
Bene, anzi male. Sono rinchiusa qui in quarantena, come una detenuta in libertà vigilata. Il mio sedere ha preso la forma del divano di alcantara e gli occhi si fanno sempre più rossi davanti ad aggeggi tecnologici, quali tivvù e piccì. Non ho più una vita, sentimentalmente parlando. Il mio ragazzo ha dato forfait, non si sa in quale parte del globo sia finito, sicuramente molto molto lontano, in un'isola deserta, dove non c'è campo, i cellulari non prendono e lui non ha modo di farsi sentire, ovvio. Ma sopravvivo, sì sì, ho pur sempre una famiglia che mi vizia, una fitta rete di amicizie virtuali e un cane che mi stacca lo spinotto del computer di tanto in tanto. Insomma, non avrei mai pensato di dirlo, ma.... Datemi un AMARO LUCANOOOOOOO!!!!!!!!! Voglio il meglio.
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Postato da: bloggulina - giovedì, 15 novembre 2007 - 19:17
La vita? è solo questione di fare la scelta giusta. Occhei. bene. Lancio un bastoncino e vedo quale percorso del bivio mi indica. Faccio ambarabacciccìccoccò. Testa o croce. Guardo l'oroscopo. Poi arriva l'intelligentone di turno che ti dice che la risposta è da cercare solo dentro di te. Io dentro di me vedo soltanto una mononucleosi infettiva con epatite, per la quale sono stata ricoverata cinque giorni all'ospedale. Siamo a punto e a capo. Mica male. Ma vabbhè, lasciamo da parte le domande esistenziali alle quali c'è tutta una vita per darvi una risposta, e parliamo un po' di me, di me la quale non parlo più da tanto tempo. E si, mi sono trascurata un po', salute compresa. Ero partita da Roma con l'intenzione di stare a casa dai miei giusto una giornata, toccata&fuga come mio solito: arrivare, mangiare, scambiare qualche chiacchiera, dormire, svegliarsi, partire. Peccato che questo iter organizzato ha incontrato un bell'handicap proprio nella penultima tappa Svegliarsi-Partire. Svegliari mi sveglio, ma con la testa che girava in modo circolare uniforme e il termometro che impennava oltre i 37 gradi centigradi. Occhei, prolungherò il mio soggiorno viterbese di qualche ora, sarà solo una febbre di stanchezza, nel primo pomeriggio starò di nuovo fresca come una rosellina. Se se, come no. Da trentasette scala a trentotto, trentotto e mezzo, trentanove. Passa una settimana. QUARANTA. Imbottita di Uniplus mi ero ormai assuefatta anche alle supposte. L'antibiotico aveva la stessa efficacia di una Mentos. Mamma era giunta al livello tale che mi stendeva il fazzoletto bagnato sulla fronte, stile Piccole Donne Crescono. Insomma, ero alla frutta. Inoltre non parlavo, non mangiavo e respiravo a mala pena. La gola stava subendo una trasformazione alla Chernobyl, il collo era raddoppiato a causa del rigonfiamento della tonsilla destra e delle ghiandole cervicali. Un bel quadretto degno di essere immortalato. Botticelli dove sei??. Così via al Pronto Soccorso. Ricovero. Analisi. E le analisi parlarono chiaro: Mononucleosi, la cosidetta Malattia del Bacio. E devo ancora capire come caspita me la sono presa, mica vado a sbaciucchiarmi tutti io. All'ospedale comunque non si stava poi mica tanto male, dormivo sempre, di tanto in tanto leggevo, tivvù la sera, qualche chiacchiera con la Signora del letto attiguo al mio, visite quotidiane dei miei, visite straordinarie delle mie amiche romane, interessamento da parte di diverse persone, anche dalle più inaspettate, infermieri che mi rifacevano il letto ogni mattina, dottori che arrivavano schiacciando un pulsantino. Una vera pascià! Poi, in tutto ciò, non so come, nel mio stato febbrile, catatonico, viso pallido, struccato, capelli arruffati, sguardo moribondo, sono riuscita persino a rimorchiare l'infermiere che mi rifaceva il letto la mattina, e con il quale avrò scambiato due parole a malapena. Fatto sta che il giorno della dimessione entra in stanza con passo furtivo, si avvicina e mi dice "Te lo lascio qua!" e allunga una mano sotto il cuscino. Esce. Guardo curiosa. E ci ritrovo un bigliettino con il suo numero di telefono "mi farebbe piacere rivederti fuori di qui, Giuseppe". Per educazione gi ho risposto, ma facendogli capire, che Caro Giuseppe, non ci sta trippa per gatti. Sono già impegnata. Sì, lo sarei se il mio ragazzo si facesse vivo ogni tanto, si informasse della mia saluta fisica, oltre che di quella psichica. Ma vabbhè, questa è un'altra storia. Questa è la storia del bastoncino, di ambarabacciccìccoccò e di Testa o croce. Mi guardo un po' dentro, chissà, magari tra tutte queste transaminasi alte e pillole di cortisone, una risposta la trovo.
Bacini a tutti, anzi, meglio di no.
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Postato da: bloggulina - sabato, 27 ottobre 2007 - 05:32
Come sopravvivere "a gratis" in una grande città? E' semplice, parola di Accattona. Incominciamo intanto col definire tale termine: Accattona. Essa è colei la quale non spende soldi, pur avendoli,  e che ha fatto dell'arte dell'arrangiarsi, il suo mestiere. Non è una parassita della società (forse è una para-qualcos'altro!), ma bensì un soggetto intellettualmente più elevato, che con meno sforzo ottiene più vantaggi.
Regola numero 1: L'Accattona che vive a Roma va a ballare il venerdì, giorno in cui sia uomini che donne entrano gratis all' Art-cafè, e dove, se si entra prima delle 22, ci si può servire ad un vario e assortito buffet, ricavandosi così pure una bella cenetta.
Regola numero 2: Le sigarette non si comprano prima di andare a ballare, ma si scroccano agli sboroni che stanno in fila all'entrata.
Regola numero 3: L'accattona non torna a casa in taxi, ma bensì con l'autostop.
Regola numero 4: Sempre il Venerdì, tornate dalla discoteca, prima di rincasare, si fa un salto all'edicola più vicina, dove vi aspettano, lì abbandonati sul suolo, gli inserti di Io e D-donna che usciranno il giorno dopo con la Repubblica. Se ne prendono tre o quattro, di cui due saranno irrimediabilmente destinati al porta-riviste del cesso, e gli altri, bhè possono sempre tornar utili a qualche amica.
Regola numero 5: Sempre venerdì, giorno preferito dell'Accattona da come si è potuto ben capire, dopo la capatina dal giornalaio, se ne fa una anche dal fornaio sotto casa, che incarterà di sottobanco circa mezzo kilo di pizza bianca e rossa o qualche biscottino con la marmellata!



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Postato da: bloggulina - sabato, 20 ottobre 2007 - 12:24
In cima alla lista delle priorità di uno studente, si sa, c'è il FESTINO UNIVERSITARIO, e da questo non si scampa. Non si scampa soprattutto se questo si terrà a casa TUA, con circa una QUARANTINA di invitati, di cui l'80% sono di origine australiana. ll tema del festino sarà "Italian kitchen vs. Australian kitchen". Insomma, ne vedremo delle belle. Ai postumi...ops posteri, la sentenza! (ma già il dado è tratto!). Per essere invitati?? bhè, basta una bottiglia di vino!
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Postato da: bloggulina - mercoledì, 17 ottobre 2007 - 22:50
Quando ero piccola, nella casa a Genova avevo cinque finestre che affacciavano sul cosiddetto "vuoto", la parte interna del condominio, dove si stendono i panni alle carrucole, dove le signore ciatellano (spettegolano) alle sei del mattino dandoti il buongiorno, e dove le vicine impiccione ti spiano in casa 24 ore su 24. La Signora Elda, era una vecchieta un po' anomala per la sua età, invece che guardare la tivvù, il tiggì, Beautiful, o Gerry Scotti, che si sa, piace tanto alle nonne, preferiva stare accovata dietro alla finestra del soggiorno e studiare meticolosamente ciò che avveniva dietro i vetri sporchi, puliti o appannati di casa nostra, per poi andare a riferire tutti i fatti, reinterpretati alle volte, alle sue vicine di pianerottolo, altro che Grande Fratello! Una situazione simile la sto vivendo adesso a Roma: sia in camera, che in cucina, che nel bagno, sento sempre una strana presenza che mi osserva. E' una studentessa che abita nel palazzo di fronte al mio. Se ne sta bella bella alla finestra a inspirare ed espirare il fumo di una Marlboro light, e intanto segue attenta i miei spostamenti da una stanza all'altra, il che ha dell' inquietante.
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Postato da: bloggulina - martedì, 16 ottobre 2007 - 12:28
Piazza Conca D'Oro. Roma. Ore 14:00. Clima mite. Cielo sereno.
Dopo esserci radunati al luogo dell'appuntamento, il professore si avvia per il parco, il cosiddetto Pratone delle Valli, dove dovrà essere ubicata la nostra ipotetica biblioteca, e noi lo seguiamo fiduciosi, non sapendo che quello che doveva essere un sopralluogo dell'area di progetto, si sarebbe inevitabilmente trasformato in una scampagnata campestre a trenta gradi sotto il sole.

Squilla il cellulare. Tiziana.

- Ohi pronto!
- Ohi ma dove siete, sono arrivata ora ma non c'è nessuno...
- Eh, ci siamo già avviati...
- Dimmi dove che ti raggiungo.
- Prendi via Conca d'oro, supera i gazebi bianchi, sulla sinistra dopo un po' trovi l'entrata del parco, entra, siamo lì.

Dopo cinque minuti.

- Occhei, ci sono ma non vi vedo.
- Vai sempre dritto, arrivata in fondo svolta a sinistra, continua, ad un certo punto c'è un ponte, passaci sotto e continua sempre dritto. Ti ritroverai in un sentierino pieno di sterpaglie e merdine di pecora. Segui le merdine e ti ritroverai ad un bivio, un sentiero che va in discesa e uno che va in salita, e sopra al quale vi sono le pecorelle cagone che pascolano, ecco prendi la stradina che va in discesa. Continua dritto, vedrai che alla tua sinistra ci sono degli orticelli e ancora sterpaglie, continua imperterrita. Ad un certo punto noterai che il sentierino finisce, bene, allora dovrai arrampicarti sulla monticciola alla tua destra, (spero che tu non ti sia messa le ballerine). Arrivata sul cucuzzolo della montagna vai a sinistra, ho detto al prof che ti aspettiamo qua!

InsommA, morale della favola, ho un futuro come TomTom!
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Postato da: bloggulina - sabato, 06 ottobre 2007 - 13:01
In questo momento un docente universitario, con cui tra l'altro ho fatto un esame l'anno scorso, sta gironzolando per casa mia, a Roma. Me l'ha appena comunicato il bollettino Ansa (alias la mia coinquilina milanese) tramite msn messenger. Io me ne sto bella bella qui, sul mio lettuccio viterbese, in casa dei miei, a nulla facere, mentre il Prof di scienza della rappresentazione si starà sorseggiando un caffè Lavazza qualità rossa (il mio caffè!), nella mia tazza con i cuoricini; starà calpestando il parquet in rovere che lucido con tanto amore; si sarà affacciato sulla soglia della mia camera, inorridito dall'entropia che vi regna sovrana: calzini sporchi a piè del letto, letto abilmente sfatto, borsa che vomita sulla scrivania burri di cacao, monete spiccie, biglietti dell'autobus scaduti,  fazzolletti Tempo usati e quant'altro. Provo un leggero senso di vergogna tinta di imbarazzo, poi penso che tanto il mio bel Trenta me lo sono già preso, e quindi, bhè, sti cazzi (ops!). bacini
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